Come il Cardinale Ippolito II d’Este e Pirro Ligorio hanno creato il giardino delle meraviglie più imitato al mondo.
Tivoli, l’antica Tibur, custodisce uno dei tesori più iconici dell'umanità: Villa d'Este. Ma come è nata questa meraviglia? La sua costruzione non fu solo un atto di mecenatismo, ma una complessa operazione politica, architettonica e idraulica iniziata nella seconda metà del XVI secolo.
Nominato governatore di Tivoli nel 1550, il Cardinale Ippolito II d’Este, figlio di Alfonso I e Lucrezia Borgia, trovò al suo arrivo una residenza modesta all'interno del vecchio convento di Santa Maria Maggiore
Per realizzare il suo sogno, il Cardinale si affidò a Pirro Ligorio, architetto, archeologo e pittore di straordinaria cultura
L'elemento vitale della Villa è l'acqua. Per alimentare l'immenso complesso di fontane, tra cui la celebre Fontana dell'Ovato e la Rometta, fu scavato un canale sotterraneo (un vero e proprio traforo) per derivare le acque del fiume Aniene direttamente dal centro della città
Villa d'Este è intrinsecamente legata a Villa Adriana. Ligorio, da esperto antiquario, utilizzò il sito dell'antica dimora di Adriano come una "cava" di materiali pregiati: marmi, statue e decorazioni furono recuperati e reinterpretati per adornare le nuove sale e i viali del giardino estense
Nonostante le critiche dei contemporanei per l'abbattimento di parte dell'abitato medievale e i costi esorbitanti, Villa d'Este divenne immediatamente un modello per tutte le corti d'Europa
