Nella storia di Tivoli esiste un capitolo dove la profilassi sanitaria si mescola all’avanspettacolo e al pettegolezzo di piazza, magistralmente immortalato dalla penna ironica di Tommaso Tani, meglio noto con lo pseudonimo di White Rose. Nel suo vivace spaccato della vita cittadina, Tani ci riporta indietro a un'epoca in cui la vaccinazione non era solo una questione di salute pubblica, ma un vero e proprio evento sociale capace di scatenare le più colorite reazioni popolari. Tutto ebbe inizio con un’ordinanza sindacale volta a contrastare il vaiolo, che richiamò i cittadini presso la sala del concerto per un'operazione di massa durata dieci giorni. L'atmosfera che si respirava in quella sala era ben lontana dalla asettica freddezza di un moderno ambulatorio. Tani ci racconta che i tiburtini risposero con una fede incrollabile e un coraggio degno di Muzio Scevola, trasformando l'atto medico in una sfilata di vanità. Un dettaglio che non sfuggì all’occhio clinico (e s...
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