Il 23 febbraio del calendario romano era dedicato ai Terminalia, una delle più antiche festività religiose di Roma. Celebrata in onore della divinità "Terminus", questa ricorrenza sanciva il valore sacro dei confini territoriali e, più in profondità, il rispetto delle regole che rendono possibile la vita collettiva. In un mondo agricolo e giuridicamente strutturato come quello della Roma antica, delimitare significava garantire pace, stabilità e continuità sociale. I Terminalia cadevano il 23 febbraio, data che in epoca arcaica segnava simbolicamente la fine dell’anno romano, prima delle riforme calendariali che fissarono il capodanno al 1° gennaio. Questo dettaglio rafforza il significato rituale della festa: non solo limite nello spazio, ma anche confine nel tempo. La celebrazione è attestata già in epoca regia e viene tradizionalmente collegata al regno di Numa Pompilio, sovrano legislatore e riformatore religioso, a cui la tradizione attribuisce l’istituzionalizzazione de...
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