N el cuore della Roma medievale, tra le rovine monumentali che ancora parlavano di un passato glorioso e magico, i colossali gruppi scultorei del Quirinale, noti oggi come i Dioscuri, erano avvolti da una narrazione che trasformava l'arte in sapienza occulta. Secondo quanto riportato nei Mirabilia Urbis Romae , quelle statue non raffiguravano divinità pagane, bensì due giovani filosofi giunti nell'Urbe durante il regno dell'imperatore Tiberio: Fidia e Prassitele . La leggenda si distacca drasticamente dalla realtà storica, dipingendo questi due maestri non come scultori, ma come uomini dotati di un'intelligenza così vasta e sovrannaturale da sfidare il potere imperiale. I due filosofi dichiararono apertamente a Tiberio di possedere una sapienza tale da poter riferire ogni sua parola o consiglio segreto, anche se pronunciato nel segreto delle sue stanze e in loro assenza. Incuriosito e scettico, l'imperatore promise loro qualunque ricompensa desiderassero se fossero ...
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