I l 10 giugno 1888 il cortile di San Francesco a Tivoli non era solo un luogo di ritrovo, ma il teatro di una delle pagine più vibranti della storia civile cittadina. Quel giorno, una folla immensa si radunò spinta da un’urgenza profonda: difendere il legame vitale tra la città e le acque del fiume Aniene. La minaccia, percepita come un autentico attentato alle radici stesse della comunità, proveniva dal governo italiano e dal Comune di Roma, intenzionati a rivendicare la proprietà delle acque per alimentare la crescita della Capitale a discapito degli opifici, delle cartiere e delle ferriere che da secoli caratterizzavano l’economia tiburtina. Il clima di tensione fu stemperato dalla straordinaria partecipazione di figure di rilievo nazionale. Tra tutti, la presenza di Menotti Garibaldi, figlio dell’Eroe dei Due Mondi, conferì all’evento una risonanza politica senza precedenti. In un discorso denso di pragmatismo e visione, il figlio di Giuseppe Garibaldi cercò di ricucire lo strappo ...
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