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Le norme del commercio a Tivoli nel Rinascimento.

I l controllo dei pesi e delle misure negli Statuti di Tivoli del 1522 rappresentava un pilastro fondamentale della regolamentazione commerciale, volto a garantire la fede pubblica, prevenire le frodi e tutelare i consumatori. La disciplina stabilita nel Libro Quinto del codice era estremamente rigorosa e copriva diverse tipologie di misurazione. I mercanti che vendevano panni, tessuti di lana o seta o zendado  dovevano obbligatoriamente utilizzare la canna e la misura romana ( canam & mensuram Romanam ). Tali strumenti dovevano essere preventivamente presentati alla Curia di Tivoli per essere marchiati con il sigillo ufficiale del Comune. Chiunque misurasse con strumenti non marchiati rischiava una multa di 20 fiorini. Anche le tessitrici tiburtine avevano l'obbligo di misurare i panni attenendosi strettamente al braccio del Comune, sotto pena di una multa di 10 libbre per ogni infrazione. Le merci sfuse e alimentari erano soggette a misuratori pubblici standardizzati. ...

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