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La grande rinascita di Tivoli dopo le devastazioni dell'Aniene

I l 7 ottobre 1835 rappresenta una data memorabile negli annali della città di Tivoli, segnando il compimento di un'opera ingegneristica senza precedenti promossa dal governo pontificio. Dopo la rovinosa piena del 16 novembre 1826 che aveva distrutto numerose abitazioni, cancellato interi quartieri e minacciato la stabilità di monumenti millenari come il Tempio di Vesta, la comunità tiburtina necessitava di una soluzione definitiva per mettere in sicurezza l'abitato. Sotto la spinta di Papa Gregorio XVI e la guida tecnica dell'architetto e ingegnere romano Clemente Folchi, venne approvato l'ardito progetto di scavare un doppio traforo di circa 280 metri nelle viscere del calcareo Monte Catillo. Questo imponente emissario sotterraneo aveva lo scopo di deviare l'intero corso del fiume Aniene al di fuori del centro urbano, creando un nuovo spettacolare salto d'acqua di oltre centodieci metri e salvaguardando per sempre la città da nuove catastrofi idrauliche. I ...

Nel segno di Francesco: l'eredità spirituale dei francescani a Tivoli

Una Geografia dell'Anima: Guida ai Luoghi di Orazio tra Sabina e Tibur

L'Aquila e le Chiavi: come l'alleanza con Federico Barbarossa salvò Tivoli nel 1155

L'occupazione garibaldina di Tivoli del 1867 nei documenti Coccanari-Fornari

L'epica guerra trecentesca per il controllo dell'Aniene