L a storia di Tivoli è segnata da un rapporto ambivalente con il fiume Aniene, descritto spesso come "delizia e croce" della città. Uno dei momenti più drammatici di questa convivenza avvenne il 16 novembre 1826, quando una piena inaudita travolse l'abitato, facendo crollare una chiesa e ben trentasei edifici sulla sponda sinistra. In questo scenario di distruzione, la figura di Papa Leone XII (Annibale della Genga) emerse come quella di un autentico soccorritore e riformatore, capace di trasformare una catastrofe in un'occasione di rinascita industriale. I soccorsi immediati e il Condotto Leonino Subito dopo il disastro, che aveva ridotto Tivoli allo stato di una "città presa d’assalto", Leone XII non fece mancare il suo appoggio concreto. Consapevole che la popolazione era rimasta priva dei mezzi di sussistenza a causa della distruzione degli opifici, il Pontefice inviò prontamente abbondanti rifornimenti di pane e farina. Oltre agli aiuti di emergenza, ...
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