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L'acqua che accese la meraviglia: la vera storia dell'Acquedotto Rivellese e i segreti di Villa d'Este

L 'Acquedotto Rivellese rappresenta un capolavoro dell'ingegneria idraulica rinascimentale tiburtina, nato per rispondere al secolare problema dell'approvvigionamento di acqua potabile a Tivoli e al contempo per soddisfare i grandiosi sogni scenografici del cardinale Ippolito II d'Este.  Nel 1560, il nobile tiburtino Girolamo Croce e suo figlio Giovanni Andrea, vescovo della città, donarono alla comunità la sorgente nota come Acqua Rivellese o Vergine, situata nella tenuta di famiglia in contrada Arci, sulle pendici del Monte Sant'Angelo in Arcese. Riconfermato governatore di Tivoli, Ippolito II d'Este promosse e cofinanziò l'opera insieme al Comune, sostenendo una spesa rilevante per la costruzione del condotto. Sotto la direzione del celebre architetto e antiquario Pirro Ligorio, affiancato da valenti esperti come Camillo Marzi e Giovanni Alberto Galvani, i lavori avanzarono rapidamente e l'acqua giunse in città nel 1561. Il percorso della condotta si ...

Il Fosso dell’Empiglione e il nodo degli acquedotti di Tivoli

Sotto il cielo del V secolo: Tivoli, la caduta di Roma e il destino immortale di Papa Simplicio.

La villa di Cassio a Tivoli

La Tivoli imperiale svelata dal geografo greco Strabone: tra marmi, oracoli e gole selvagge

L'arte geometrica del Medioevo: il fascino nascosto dei pavimenti cosmateschi nelle chiese di Tivoli