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L’eredità di Adriano: la frequentazione della Villa da parte degli imperatori romani dopo il 138 d.C.

L a morte di Publio Elio Adriano, avvenuta a Baia nel luglio del 138 d.C., non segnò affatto il tramonto della sua grandiosa residenza tiburtina. Sebbene la storiografia tradizionale abbia spesso immaginato Villa Adriana come un mausoleo del genio del suo fondatore, le evidenze archeologiche e le fonti storiche documentano una vitalità che si estese per quasi un secolo e mezzo dopo la scomparsa dell’imperatore filosofo. Il complesso continuò a svolgere un ruolo cruciale nella rappresentazione del potere romano, fungendo da dimora suburbana privilegiata per i successori degli Antonini e della dinastia dei Severi. Sotto il regno di Antonino Pio, immediato erede di Adriano, la villa mantenne intatta la sua funzione amministrativa e di svago. È documentato come la corte continuasse a spostarsi verso Tivoli durante i periodi di calura estiva, beneficiando della salubrità dell’aria e della complessità architettonica del sito. Anche Marco Aurelio, l’imperatore stoico, frequentò assiduamente i...

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