Per oltre un millennio, la maestosa residenza edificata dall'imperatore Adriano alle falde dei Monti Tiburtini è rimasta avvolta nell'oblio della storia. Con la caduta dell'Impero Romano e il susseguirsi delle devastazioni medievali, la sconfinata dimora imperiale perse la sua originaria memoria storica. Privati dei preziosi marmi e invasi da una folta vegetazione, i giganteschi resti edilizi vennero interpretati dalla fantasia popolare e dalle fonti locali come i ruderi di una leggendaria città scomparsa. Nei rogiti notarili e nell'uso comune, l'intera area venne così battezzata con il toponimo di Tibur Vetus, convincendo la popolazione che si trattasse della prima sede originaria della città di Tivoli prima del suo trasferimento sul colle. La prima incisiva crepa in questa radicata credenza popolare venne aperta nella prima metà del Quattrocento grazie all'opera di Ciriaco d'Ancona, considerato a buon diritto il padre dell'epigrafia e dell'archeolo...
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