Q uando il cardinale Ippolito II d’Este fu nominato governatore di Tivoli nel 1549, trovò la residenza ufficiale situata nell'antico convento di San Francesco inadeguata al suo rango principesco e alle sue ambizioni di mecenate. Per realizzare quella che oggi conosciamo come Villa d’Este, egli intraprese una trasformazione radicale del tessuto urbano medievale che richiese il sacrificio di un intero rione cittadino. La zona prescelta, nota come Valle Gaudente per la sua bellezza paesaggistica, era densamente popolata; tra le quaranta e le sessanta abitazioni private, oltre a vigne e piccoli edifici sacri come la chiesa di Santa Margherita, furono acquistate e sistematicamente demolite per far posto ai giardini pensili. Questa massiccia operazione di esproprio, iniziata intorno al 1560, non fu priva di tensioni sociali, poiché sottrasse ai cittadini il godimento di un’area storicamente aperta alla comunità. La tradizione locale narra che gli sfollati della Valle Gaudente vennero t...
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