Ti sei mai chiesto chi ha messo ordine nel caos dei millenni di storia tiburtina? Se oggi conosciamo i segreti dell'Aniene o i fasti della Tivoli romana, lo dobbiamo in gran parte a un uomo che ha vissuto a cavallo tra due epoche: Sante Viola (1773–1838).
Non solo un avvocato di grido, ma un vero e proprio pioniere della storiografia locale. In questo articolo scopriamo la vita e le opere dell'uomo che ha dato voce alle pietre di Tivoli.
Nato nel 1773 — lo stesso anno in cui veniva istituita la Biblioteca Comunale di Tivoli — Sante Viola sembrava avere il destino già segnato. Dopo la laurea in diritto civile e canonico nel 1794, assunse proprio la direzione della biblioteca cittadina, iniziando un viaggio tra i faldoni che non avrebbe mai interrotto.
Nonostante una brillante parentesi a Roma come "avvocato dei poveri" (un ruolo di grande prestigio e spessore etico), il richiamo delle sue radici fu troppo forte. Nel 1816 tornò a Tivoli come Segretario Comunale, diventando il motore amministrativo della città per vent'anni.
Sante Viola non era un semplice appassionato. Il suo rigore scientifico lo portò a collaborare con le più grandi istituzioni dell'epoca:
Società Archeologica Romana: Nominato socio nel 1821.
Accademia degli Arcadi: Partecipò attivamente al dibattito culturale nel celebre "Giornale arcadico".
Le sue ricerche spaziarono dai versi di Catullo alla figura di Munazio Planco, ma il suo vero capolavoro fu la capacità di unire il diritto alla ricerca storica, analizzando i documenti con la precisione di un giurista e la passione di un umanista.
Le Opere Fondamentali: Cosa Leggere?
Se vuoi capire Tivoli, non puoi ignorare la bibliografia di Viola. Ecco i suoi titoli "cult":
Storia di Tivoli (1819): Un’opera monumentale in tre volumi. Per quasi un secolo è rimasta la "Bibbia" per chiunque volesse studiare la città, dalle origini al XVII secolo.
Cronaca del Fiume Aniene (1835): Un testo incredibile che documenta la complessa relazione tra Tivoli e il suo fiume, inclusi i titanici lavori di deviazione nel traforo del Monte Catillo.
Biografie e Memorie: Dalla vita di Mecenate alle cronache storiche della vicina Cori (1825).
Un'Eredità che Continua
Sante Viola si spegneva a Tivoli il 3 settembre 1838, lasciando un'eredità culturale raccolta dal figlio Stanislao, anch'egli autore di importanti cronache cittadine.
Oggi, camminando per le strade di Tivoli, puoi incrociare la via a lui intitolata. Ma il vero monumento a Sante Viola non è di asfalto o targa: è nelle pagine dei suoi libri, che continuano a raccontarci chi siamo e da dove veniamo.
Lo sapevi? Sante Viola fu tra i membri del Consiglio d’Arte che gestì i lavori idraulici sull'Aniene, i quali cambiarono per sempre il volto delle famose cascate di Tivoli.
Fonti|
- G.Andrei, Personaggi della storia di Tivoli, 2020
- G. Cascioli, Gli uomini illustri o degni di memoria della città di Tivoli, 1928
- F. Bulgarini, Notizie storiche, antiquarie, statistiche ed agronimiche intorno all'antichissima città di Tivoli, 1848
- AA.VV., Tivoli, un laboratorio urbano, 2019
- L. Rossini, Le città del Lazio, 1943
- V. Pacifici, Annali e memorie di Tivoli di Giovanni Maria Zappi, 1920
- Immagine di fantasia generata con Google Gemini
