L’area del Foro rappresentò il vero baricentro gravitazionale di Tivoli dalla tarda epoca repubblicana fino agli albori dell’età comunale. Situato in una rara zona pianeggiante del territorio tiburtino, questo spazio non era semplicemente una piazza, ma un complesso articolato di edifici specialistici che riflettevano la potenza politica e la vivacità economica dell'antica Tibur. Sebbene oggi i suoi confini originari non siano immediatamente percepibili a causa della stratificazione secolare, la moderna "Regione Foro" ricalca con precisione l'antico impianto, delimitata da assi stradali che conservano ancora un sorprendente orientamento quasi ortogonale, testimonianza di una pianificazione urbana lucida e razionale.
Il cuore monumentale dell'area forense era dominato dalla Basilica civile, un’ampia aula absidata le cui fondamenta giacciono oggi sotto la Cattedrale di San Lorenzo. Questo edificio non era solo un capolavoro architettonico, ma il luogo deputato all’amministrazione della giustizia e agli affari pubblici. Accanto ad essa si estendeva la spettacolare piazza artificiale di Piazza Domenico Tani, sorretta da un imponente apparato sostruttivo noto come Criptoportico. Questa struttura, composta da due lunghe gallerie a volta separate da pilastri, fungeva da monumentale "belvedere" affacciato sulla valle dell'Aniene, conferendo alla città quell’aspetto scenografico tipico delle eleganti città ellenistiche.
La vocazione commerciale di Tivoli trova la sua massima espressione nel Ponderarium, la stazione di pesatura pubblica dove venivano custoditi i campioni ufficiali di pesi e misure del municipio. Costruito intorno al 20 a.C. dal liberto Marco Vareno Difilo, il Ponderarium è oggi un suggestivo ambiente sotterraneo che conserva ancora le mense marmoree originali con gli incassi per i contenitori dei liquidi. Accanto a questo polo economico sorgeva l’Augusteum, un sacello dedicato al culto imperiale che sottolineava lo stretto legame tra l'élite tiburtina e Roma. Non è un caso che Svetonio ricordi come lo stesso imperatore Augusto amministrasse spesso la giustizia proprio sotto i portici del vicino Santuario di Ercole, un'area che funzionava in perfetta simbiosi con il Foro.
La religiosità civile del Foro era completata da piccoli ma significativi sacelli, come quello dedicato a Hercules Saxanus, la divinità protettrice dei cavatori di travertino, i cui sforzi hanno materialmente edificato la bellezza di Tivoli e di Roma. Con il passaggio al Medioevo, l'area non perse la sua centralità, ma si trasformò in un nucleo interno fortificato, una sorta di "cittadella" protetta dalla morfologia del terreno e da una corona di avamposti religiosi e civili. Questa straordinaria continuità urbana permette ancora oggi, camminando tra via del Duomo e via della Scalinata, di percepire l'eco di una piazza che per millenni ha dettato il ritmo della vita cittadina.
Fonti
- Autori vari, Tivoli. Tremila anni di storia, 2020.
- Autori vari, Tivoli, un Laboratorio Urbano. Ieri, oggi, domani, 2019.
- Autori vari, Lapis Tiburtinus. La lunga storia del Travertino, 2020.
- Cairoli Fulvio Giuliani, Tibur, Pars Prima (Forma Italiae), 1970.
- Mons. Giuseppe Cascioli, Gli uomini illustri o degni di memoria della città di Tivoli, 1927.
- Attilio Rossi, Tivoli, 1909.
- Svetonio, Vita Divi Augusti.
- Immagine di fantasia generata con AI
