Raffaele Canevari rappresenta una delle figure più influenti nell'ingegneria e nell'urbanistica italiana del diciannovesimo secolo. Nato a Roma nel 1828, Canevari legò indissolubilmente il suo nome alla città di Tivoli attraverso progetti ambiziosi che miravano a trasformare la potenza naturale del fiume Aniene in una risorsa industriale e tecnologica moderna. La sua attività nel territorio tiburtino si inserisce in un periodo di grandi trasformazioni, dove la necessità di modernizzazione della nascente nazione italiana trovava nelle acque di Tivoli un bacino energetico di primaria importanza.
Una delle opere più significative e dibattute realizzate da Canevari riguarda il complesso sistema di canalizzazione presso le celebri Cascatelle. Lavorando per conto della Società delle forze idrauliche, l'ingegnere ideò una derivazione capace di prelevare ben dodici metri cubi d'acqua al secondo. Questo intervento non era finalizzato soltanto al potenziamento delle attività produttive locali, ma costituiva il cuore di un progetto avveniristico per l'epoca: il trasporto dell'energia elettrica verso Roma. Tale proposta scatenò accesi dibattiti tra la popolazione tiburtina, preoccupata che la sottrazione di forza motrice potesse danneggiare l'economia cittadina a esclusivo vantaggio della vicina Capitale.
Un altro elemento architettonico che ancora oggi testimonia l'impatto di Canevari sul territorio è la cosiddetta Torretta Canevari. Questa struttura svolgeva un ruolo tecnico fondamentale come vasca di carico per la condotta forzata della centrale elettrica. Grazie a questa intuizione ingegneristica, fu possibile sfruttare un salto idraulico naturale di centosessantacinque metri. Questo dislivello permise di alimentare i gruppi di turbine e alternatori che, nel 1892, resero possibile il primo trasporto industriale di energia elettrica a distanza al mondo, collegando Tivoli alla città di Roma in un evento di risonanza internazionale.
Oltre alle infrastrutture elettriche, Canevari concepì il grandioso progetto del Canale del Lazio. La sua visione prevedeva la creazione di una via d'acqua che partendo dall'area tiburtina raggiungesse il Tevere nei pressi della Basilica di San Paolo a Roma, passando per le zone di Ciampino. Il canale non era pensato solo come una via di navigazione interna per agevolare i trasporti, ma anche come un sistema di irrigazione strategico per la bonifica e la valorizzazione agricola dell'Agro Romano. Sebbene alcune di queste visioni rimasero sulla carta o furono parzialmente realizzate, l'impegno di Raffaele Canevari a Tivoli ha segnato il passaggio della città da centro di villeggiatura storica a pilastro fondamentale dello sviluppo industriale e tecnologico italiano.
Fonti |
- Gianni Andrei, Personaggi della Storia di Tivoli, 2020.
- Autori Vari, Tivoli, fonte di luce (in Catalogo Luce et Vestale Tivoli), 2018.
- Vincenzo Pacifici, Tivoli e il Travertino (secoli XIX-XX) (in Lapis Tiburtinus), 2020.
- Umberto Ratti, La linea elettrica Roma – Tivoli (4 luglio 1892), 2003.
- Società per le forze idrauliche, Il Canale del Lazio in relazione ai lavori eseguiti in Tivoli, 1887.
