Papa Leone XII: Il Padre della Tivoli ferita dall'alluvione

La storia di Tivoli è segnata da un rapporto ambivalente con il fiume Aniene, descritto spesso come "delizia e croce" della città. Uno dei momenti più drammatici di questa convivenza avvenne il 16 novembre 1826, quando una piena inaudita travolse l'abitato, facendo crollare una chiesa e ben trentasei edifici sulla sponda sinistra. In questo scenario di distruzione, la figura di Papa Leone XII (Annibale della Genga) emerse come quella di un autentico soccorritore e riformatore, capace di trasformare una catastrofe in un'occasione di rinascita industriale.




I soccorsi immediati e il Condotto Leonino Subito dopo il disastro, che aveva ridotto Tivoli allo stato di una "città presa d’assalto", Leone XII non fece mancare il suo appoggio concreto. Consapevole che la popolazione era rimasta priva dei mezzi di sussistenza a causa della distruzione degli opifici, il Pontefice inviò prontamente abbondanti rifornimenti di pane e farina.

Oltre agli aiuti di emergenza, il Papa istituì una commissione tecnica incaricata di trovare una soluzione radicale per la messa in sicurezza del fiume. Durante i lavori di scavo, fu rinvenuto un antico condotto romano murato; Leone XII ne ordinò il ripristino, che fu completato nel settembre del 1827. Questa infrastruttura, battezzata "Condotto Leonino" in suo onore, permise di ridare acqua a dodici stabilimenti industriali che erano rimasti inoperosi a causa dell'abbassamento del letto del fiume, salvando l'economia locale. La gratitudine della città culminò il 17 ottobre 1827, quando il Papa visitò personalmente Tivoli per ispezionare le opere e incoraggiare i cittadini.

Le cerimonie in suffragio e la memoria eterna Papa Leone XII si spense il 2 febbraio 1829. La notizia della sua morte colpì profondamente i tiburtini, che vedevano in lui un "padre, benefattore e salvatore". Per onorare la sua memoria, il 24 febbraio 1829 fu celebrato un funerale solenne presso la Cattedrale di San Lorenzo. L'edificio fu parato interamente a lutto con nere gramaglie, e al centro fu innalzato un maestoso catafalco illuminato da una moltitudine di torce. Durante la cerimonia, il gesuita Padre Benettelli pronunciò un'orazione funebre che rievocò con commozione i tragici giorni dell'alluvione e la carità dimostrata dal Papa.

Ancora oggi, la memoria di Leone XII vive nei monumenti della città. Il Comune di Tivoli, riconoscente verso colui che considerava il proprio "secondo fondatore", fece collocare un busto marmoreo nelle sale municipali e un'epigrafe nella sagrestia del Duomo, a perenne ricordo di un pontefice che seppe "tergere il pianto" dei suoi sudditi.


Fonti bibliografiche:

  • Gianni Andrei, Personaggi della Storia di Tivoli, 2020.
  • Francesco Bulgarini, Notizie storiche, antiquarie, statistiche ed agronomiche intorno all’antichissima città di Tivoli e suo territorio, 1848.
  • Francesco Palmieri, Cronaca della città di Tivoli dal Giugno 1846 al Giugno 1850, 1851.
  • Vincenzo Pacifici, Gregorio XVI e la Cascata dell'Aniene, 1935.
  • Filippo Alessandro Sebastiani, Viaggio a Tivoli, 1828.
  • Stanislao Viola, Cronaca delle diverse vicende del fiume Aniene in Tivoli, 1835.
  • Francesco Saverio Massimo, Relazione storica del traforo nel Monte Catillo, 1838.