Cronaca di una Vittoria Medievale contro il Conte di Anticoli

Il panorama politico del Lazio nel XIV secolo era caratterizzato da una complessa rete di alleanze e conflitti che vedeva la città di Tivoli, storicamente fedele all'autorità papale, spesso contrapposta alle ambizioni delle grandi famiglie feudali romane. Le fonti storiche documentano come nel 1382 le milizie tiburtine furono chiamate a sostenere Papa Urbano VI contro Rinaldo Orsini, il quale aveva abbracciato la causa dell’antipapa Clemente VII. In questo scenario bellico si inserisce la figura di Corrado d’Antiochia, Conte di Anticoli, che decise di schierarsi con gli Orsini danneggiando gravemente il territorio tiburtino mentre l'esercito cittadino era impegnato in altre manovre militari. Per rispondere a questa minaccia, il Comune di Tivoli organizzò un imponente corpo di spedizione composto da circa tremilatrecento uomini, affidandone il comando al valoroso capitano Adriano Montaneo, barone di Roccadibotte.



Lo scontro decisivo si consumò nella pianura sottostante l'abitato di Anticoli, in prossimità del ponte strategico sul fiume Aniene. Sotto la guida del Montaneo, descritto come un eccellente stratega ed esperto uomo d'armi, le forze di Tivoli ottennero una vittoria schiacciante e completa, volgendo in fuga le genti di Corrado. Il Conte cercò rifugio all'interno del proprio castello, ma dopo un serrato assedio durato circa un mese, fu costretto alla resa e fatto prigioniero dai tiburtini. La capitolazione portò alla firma di un trattato di pace estremamente vantaggioso per Tivoli nel 1383, che obbligava il Conte non solo a fornire supporto militare alla città in caso di necessità, ma anche a versare un risarcimento di quattrocento fiorini d'oro e a inalberare il vessillo tiburtino sul proprio mastio.

L'importanza di questa vittoria fu tale da incidere profondamente nelle tradizioni religiose e civili della comunità locale. Poiché il fatto d'armi era avvenuto il 22 gennaio, giorno dedicato a San Vincenzo Martire, il Comune decise di eternarne la memoria attraverso una specifica legge statutaria. Questo decreto obbligava i Magistrati cittadini a recarsi ogni anno nella chiesa di San Vincenzo presso il Trevio per offrire al santo otto libbre di cera nuova in segno di perenne gratitudine per il successo militare ottenuto. A perenne monito della potenza raggiunta in quegli anni, con i proventi del riscatto e delle ammende inflitte a Corrado, fu inoltre fatta edificare presso il monastero di San Clemente la celebre struttura difensiva nota come Torre della Pace.


Fonti 

  • Andrei Gianni, Personaggi della Storia di Tivoli, 2020.
  • Autori Vari, Annali e memorie di Tivoli (SFST 01), 1920.
  • Autori Vari, Tivoli tremila anni (Sintesi), 2020.
  • Bulgarini Francesco, Notizie storiche, antiquarie, statistiche ed agronomiche intorno all'antichissima città di Tivoli, 1848.
  • Cascioli Giuseppe, Gli Uomini Illustri della città di Tivoli, Vol. II, 1927.
  • Coccanari Giovanni, Nozioni di storia di Tivoli, 1957.
  • Petrarca Antonio di Simone, Codice Diplomatico di Tivoli, a cura di V. Pacifici, 1929.