La figura di Francesco Bulgarini (1801-1887) emerge nel panorama ottocentesco di Tivoli come quella di un intellettuale poliedrico, capace di coniugare l'impegno civile nelle massime magistrature cittadine con una profonda dedizione agli studi storici e scientifici. Nato da una nobile e antica famiglia il 21 settembre 1801, Bulgarini incarnò l'ideale del notabile illuminato, profondamente legato alle proprie radici ma aperto alle discipline statistiche e agronomiche che stavano trasformando la storiografia moderna. La sua carriera pubblica lo vide ricoprire ruoli di grande responsabilità, tra cui quello di Consigliere comunale e, soprattutto, di Gonfaloniere di Tivoli, carica che esercitò con particolare zelo durante anni cruciali per lo sviluppo urbano e sociale della città.
Il contributo più significativo di Bulgarini alla cultura tiburtina è indubbiamente rappresentato dalla sua opera monumentale, pubblicata a Roma nel 1848, intitolata "Notizie storiche, antiquarie, statistiche ed agronomiche intorno all’antichissima città di Tivoli e suo territorio". Questo trattato non si limitava a una sterile elencazione di vestigia classiche, ma introduceva un'analisi dettagliata delle risorse del suolo, degli opifici e delle dinamiche industriali del territorio, rendendolo uno strumento ancora oggi prezioso per la comprensione dell'economia locale del XIX secolo. Lo stile dell'opera, volutamente chiaro e accessibile, rifletteva la sua volontà di rendere la storia patria un patrimonio condiviso, lontano dalle oscurità accademiche che egli talvolta rimproverava ad altri studiosi coevi, come Stanislao Viola.
Oltre alla scrittura, Bulgarini si distinse per un eccezionale impegno filantropico volto all'istruzione delle giovani generazioni. Convinto che l'amore per la propria terra dovesse germogliare sui banchi di scuola, istituì un fondo vincolato, o censo, di 240 scudi destinato a finanziare premi annuali per gli studenti che si fossero distinti nello studio della storia locale. Per agevolare questo apprendimento, egli redasse e distribuì gratuitamente un "Compendio delle notizie su Tivoli", un libricino didattico che sintetizzava i fatti salienti della città per uso dei giovinetti delle scuole comunali. Questa iniziativa diede vita al celebre Premio Bulgarini, una tradizione che, pur con alcune interruzioni storiche, resta un pilastro dell'identità culturale tiburtina.
L'amore per il patrimonio cittadino non si esaurì nella didattica e nella storiografia, ma si tradusse anche in atti concreti di tutela e restauro. Nel 1874, Bulgarini finanziò interamente a proprie spese il radicale restauro e l'abbellimento pittorico della chiesa di Santa Maria Maggiore a Tivoli, come testimoniato ancora oggi da un'epigrafe marmorea posta presso l'ingresso del tempio. In ambito militare, servì come capitano e primo maggiore nel battaglione formato per la tutela dell'ordine pubblico nel 1847 e fu successivamente nominato Colonnello della Guardia Nazionale, dimostrando una versatilità che lo portò a ricevere altissime onorificenze sia dal governo pontificio che da quello spagnolo. La sua scomparsa, avvenuta il 16 gennaio 1887 all'età di 85 anni, segnò la fine di un'epoca, ma lasciò in eredità una visione della storia intesa come servizio civile e progresso sociale.
Fonti
- Andrei Gianni, Personaggi della Storia di Tivoli, 2020.
- Borgia Roberto, Alcune note biografiche su Francesco Bulgarini, 2019.
- Bulgarini Francesco, Notizie storiche, antiquarie, statistiche ed agronomiche intorno all’antichissima città di Tivoli e suo territorio, 1848.
- Bulgarini Francesco, Compendio delle notizie su Tivoli per uso dei giovinetti, 1880.
- Cascioli Giuseppe, Gli uomini illustri o degni di memoria della città di Tivoli, vol. III, 1928.
- Coccanari Giovanni, Nozioni di storia di Tivoli, 1957.
- Massimo Francesco Saverio, Relazione storica del traforo nel Monte Catillo in Tivoli, 1838.
- Viola Stanislao, Tivoli nel decennio dalla deviazione del fiume Aniene, 1848.
