La storia della Villa d'Este a Tivoli rappresenta un affascinante intreccio di arte, diplomazia e fervore nazionale. Fondata a metà del Cinquecento dal Cardinale Ippolito II d’Este, la villa rimase per lungo tempo legata alla celebre casata ferrarese, che ne curò lo splendore e la magnificenza idraulica. Tuttavia, col passare dei secoli, il destino del complesso subì mutamenti radicali a causa degli intrecci dinastici. Un momento cruciale si verificò quando la proprietà passò nelle mani della Casa d'Asburgo. Questo passaggio fu la conseguenza del matrimonio tra Maria Beatrice d'Este, l'ultima erede del ramo modenese e figlia di Ercole III, e l'Arciduca Ferdinando d'Austria. Sotto l'egemonia austriaca, la villa conobbe un periodo di profonda trascuratezza e decadenza, venendo spogliata di molti dei suoi preziosi arredi e delle sculture che un tempo ne ornavano i viali e le stanze, lasciando il monumento in uno stato di parziale abbandono che ne offuscò la gloria per gran parte dell'Ottocento.
Il legame con l'Austria divenne fonte di tensioni simboliche e politiche con l'avvento del sentimento risorgimentale e patriottico italiano. Il culmine di questa insofferenza si manifestò in modo plateale il 24 maggio 1915, data storica che segnò l'entrata in guerra dell'Italia contro l'Austria-Ungheria. In quel giorno carico di significati, un gruppo di studenti tiburtini, animato da un profondo spirito di appartenenza, decise di compiere un atto di ribellione simbolica contro il dominio straniero. I giovani si recarono presso l'ingresso della villa e rimossero con forza lo stemma della Casa d'Austria che troneggiava sopra il portale. Per formalizzare questo passaggio ideale, i manifestanti sottoscrissero un atto pubblico redatto dal notaio Alberto Cricchi, con il quale dichiaravano di prendere possesso della villa in nome della città di Tivoli e dell'intera nazione italiana.
Sebbene questo episodio del 1915 avesse un valore prevalentemente morale e dimostrativo, esso anticipò di pochi anni la risoluzione giuridica definitiva. Il passaggio formale e ufficiale della proprietà allo Stato Italiano avvenne infatti solo al termine della Grande Guerra, attraverso le clausole stabilite dal Trattato di San Germano del 1918. Grazie a questo accordo internazionale, l'Italia ottenne la restituzione dei beni appartenuti agli Asburgo sul territorio nazionale, chiudendo definitivamente il capitolo della proprietà austriaca e aprendo la strada a una nuova epoca di restauri e valorizzazione che ha reso Villa d'Este il sito di importanza mondiale che ammiriamo oggi.
Fonti
Coccanari, Nozioni di storia di Tivoli, 1957.
Seni, Villa d'Este, 1902.
Autori vari, Catalogo Le grandi ville romane del territorio tiburtino, 2021.
