Scopri la straordinaria storia del dottor Agostino Cappello, medico condotto a Tivoli e paladino della sanità tra epidemie, rigore scientifico e persecuzioni ingiuste.
La figura di Agostino Cappello emerge dalle cronache dell'Ottocento come quella di un uomo dalla profonda competenza scientifica, la cui carriera fu segnata da brillanti intuizioni ma anche da amari contrasti con le autorità del tempo. Nato ad Accumoli nel novembre del 1784, Cappello legò indissolubilmente il suo nome alla città di Tivoli, dove iniziò la sua attività come medico condotto nel maggio del 1810. Durante gli anni tiburtini, si distinse non solo per la dedizione verso i pazienti più poveri, ma anche per i suoi studi pionieristici sulla salubrità dell'aria e sulla geologia del territorio, arrivando a pronosticare con largo anticipo la necessità di deviare il corso dell'Aniene per salvare la città dalle inondazioni. La sua fama crebbe a tal punto che nel 1821 fu chiamato a Roma dal cardinale Della Genga, il futuro Papa Leone XII, entrando successivamente nei ranghi del supremo dicastero di sanità.
Il destino professionale di Cappello incrociò la grande storia quando, nel 1832, Papa Gregorio XVI lo inviò a Parigi per studiare da vicino il "morbo colerico" che stava devastando la Francia, affinché potesse preparare lo Stato Pontificio all'inevitabile arrivo dell'epidemia. Al suo ritorno, Cappello pubblicò importanti trattati scientifici che lo posero tra i massimi esperti europei di contagi, sostenendo fermamente la natura trasmissibile del colera in un'epoca in cui molti medici ne negavano ancora la contagiosità. Tuttavia, proprio questa sua intransigenza scientifica divenne la scintilla di un violento caso giudiziario e professionale che avrebbe segnato la sua vita.
L'introduzione del colera in Italia avvenne nel 1835 attraverso il Piemonte, ma fu nell'estate del 1837 che il morbo colpì duramente Roma e Tivoli. A Tivoli l'epidemia scoppiò in agosto, causando 136 decessi su 465 contagiati. A Roma, il clima di tensione era esasperato dal tentativo delle autorità di minimizzare il pericolo per evitare il panico popolare. In questo contesto esplosivo, il 23 luglio 1837, Cappello fu chiamato a visitare un'albergatrice in vicolo della Guardiola, diagnosticando senza ombra di dubbio un caso di vero colera asiatico. Invece di accogliere l'allarme, la Commissione straordinaria d'incolumità, influenzata da medici rivali tra cui spicca la figura di Giacomo Folchi, rimosse le guardie sanitarie poste inizialmente nell'albergo, sostenendo che la donna fosse morta di semplice infiammazione intestinale.
Il giorno seguente, il 24 luglio 1837, la vicenda assunse contorni giudiziari: contro Agostino Cappello fu presentato un formale reclamo che lo accusava di essere un "perturbatore della salute pubblica" per aver seminato un allarme ritenuto ingiustificato. Questa denuncia, trasmessa dalla Segreteria di Stato alla Congregazione di sanità il 26 luglio, mirava a screditare il medico e a coprire le negligenze delle autorità. La rimozione delle precauzioni nell'albergo infetto permise al morbo di diffondersi rapidamente negli ospedali di San Giacomo e Santo Spirito, confermando tragicamente le previsioni di Cappello. Nonostante la sua riabilitazione scientifica di fronte all'evidenza della strage, le conseguenze personali furono pesantissime: a Cappello fu negata per anni la cattedra di clinica medica alla Sapienza e suo figlio subì una grave crisi nervosa a causa delle false voci che davano il padre prossimo all'impiccagione come traditore dello Stato.
Oggi la figura di Agostino Cappello rimane una testimonianza di integrità morale e di coraggio intellettuale. Sebbene in vita abbia dovuto subire l'ostracismo di una "medica cospirazione" e il divieto di pubblicare i documenti che sbugiardavano i suoi accusatori, le sue opere e le memorie storiche lo ricordano come il medico che cercò di salvare Roma e Tivoli non solo dal morbo, ma anche dall'ignoranza e dai raggiri politici del suo tempo.
fonti:
- Andrei G., Personaggi della Storia di Tivoli, 2020.
- Annali del "Liceo Classico Amedeo di Savoia", La salubrità dell'aria di Tivoli, 2009.
- Borgia R., Bibliografia di Tivoli, 1923.
- Bulgarini F., Appendice alle notizie su Tivoli, 1848.
- Bulgarini F., Notizie storiche, antiquarie, statistiche ed agronomiche, 1848.
- Cappello A., Istoriche memorie dal 1810 al 1847, 1848.
- De Luca C., Il tramonto delle aristocrazie cittadine nello Stato Pontificio, 2010.
- Pacifici V., Gregorio XVI e la cascata dell'Aniene, 1935.
- Società Geografica Italiana, L'incontro tra un fiume “indisciplinato” e l'ingegno umano, 2024.
