Nel 2021, un normale intervento per il rifacimento di un'utenza idrica nel cuore del centro storico di Tivoli si è trasformato in una scoperta archeologica di eccezionale rilievo. Le indagini estensive condotte in Vicolo dei Ferri, un'area adiacente alla sconsacrata chiesa di S. Stefano ai Ferri, hanno riportato alla luce una stratigrafia complessa che documenta oltre duemila anni di storia cittadina, dal I secolo a.C. fino al XIX secolo.
Tivoli - Vicolo dei FerriL'elemento più spettacolare emerso dagli scavi è una fontana monumentale di età romana, databile alla prima metà del I secolo a.C.. La struttura, realizzata in opera quasi reticolata di calcare, conserva uno splendido zoccolo dipinto che arricchisce la nostra conoscenza della decorazione parietale antica a Tivoli. I resti delle pitture mostrano un raffinato fondale naturalistico popolato da animali, tra cui sono chiaramente riconoscibili lepri, un cane e un uccellino, elementi che suggeriscono l'immagine di una fonte sgorgante in un bosco o in un prato. Al centro della fontana si trovava una vasca poligonale rivestita di lastre marmoree, dove un pilastro centrale generava uno zampillo d'acqua, probabilmente alimentato da derivazioni degli acquedotti provenienti dal pianoro superiore.
A una quota superiore, sovrapposto alle strutture romane, lo scavo ha permesso di esplorare un vasto sepolcreto medioevale, offrendo la rara opportunità di studiare un'area cimiteriale situata entro l'antica cinta muraria. Le sepolture, datate tramite analisi al radiocarbonio tra il IX e il XIII secolo d.C., hanno restituito i resti di almeno quaranta individui. Questa scoperta rappresenta un vero e proprio archivio biologico: lo studio antropologico e paleopatologico degli scheletri sta fornendo dati inediti su sesso, età, statura e stato di salute degli abitanti di Tivoli nel Medioevo, restituendo uno spaccato di vita quotidiana finora rimasto sepolto.
L'importanza di Vicolo dei Ferri risiede proprio in questa straordinaria sovrapposizione: dove un tempo i cittadini romani ammiravano i giochi d'acqua di un ninfeo dipinto, secoli dopo la comunità medioevale scelse di seppellire i propri defunti, creando un legame indissolubile tra le diverse fasi della storia tiburtina. Questi ritrovamenti, sebbene parzialmente intaccati dai lavori moderni, confermano Tivoli come un palinsesto archeologico vivente di inestimabile valore scientifico e culturale.
Fonte
Lazio e Sabina, Atti del Convegno, Tredicesimo Incontro di Studi sul Lazio e la Sabina, Roma. 25-27 maggio 2022, Sepolcreto medioevale e fontana di età romana in vicolo dei Ferri a Tivoli, di Zaccaria Mari, Antonmario Pieragostini, Elisa Roselli, Marica Baldoni e Cristina Martínez-Labarga
