Chi ha inventato i Cunicoli Gregoriani? La straordinaria verità dietro la grande cascata di Tivoli e il plagio conteso

Scopri la vera storia dietro la nascita di Villa Gregoriana a Tivoli: il drammatico duello scientifico e politico tra il medico Agostino Cappello e l'ingegnere Clemente Folchi per la deviazione dell'Aniene.







La storia della scienza e delle grandi opere d'ingegneria è spesso fatta di intuizioni straordinarie, ma anche di accesi conflitti personali che rimangono sepolti sotto i monumenti che oggi ammiriamo. Uno dei casi più affascinanti e meno noti dell'Ottocento italiano riguarda la titanica deviazione del fiume Aniene a Tivoli, un'impresa che salvò un'intera città dalle alluvioni ma che scatenò una durissima battaglia per la paternità dell'opera tra due menti eccelse dello Stato Pontificio: il dottor Agostino Cappello e l'ingegnere Clemente Folchi. Per comprendere le radici di questo scontro, occorre fare la conoscenza di Agostino Cappello, un uomo dalla personalità forte e dalla dedizione scientifica incrollabile. Nato ad Accumoli nel 1784 e formatosi tra Ascoli Piceno, Roma e Napoli, Cappello si stabilì a Tivoli nel 1810 come medico condotto. In questa città visse anni di straordinario fervore professionale, distinguendosi durante l'epidemia di tifo del 1817 e contraendo egli stesso un'infezione letale eseguendo un'autopsia su un cavallo della gendarmeria. La sua mente brillante, tuttavia, non si limitava alla clinica. Cappello era profondamente attratto dalle scienze naturali e dalla geologia del territorio tiburtino, ma la sua carriera subì un arresto nel 1822 quando il vescovo D'Isoard lo accusò ingiustamente di essere un liberale e un carbonaro, costringendolo a rifugiarsi a Roma.

Fu proprio lo studio geologico a legare indissolubilmente il nome di Cappello al destino dell'Aniene. Il 16 novembre 1826, una spaventosa alluvione travolse Tivoli, distruggendo case e minacciando l'esistenza stessa del tempio di Vesta. Questa catastrofe non colse Cappello di sorpresa poiché, già nel 1824, aveva analizzato la friabilità dei sedimenti calcarei delle sponde, predicendo con esattezza lo straripamento. Subito dopo il disastro, il medico presentò un piano dettagliato per deviare completamente il fiume fuori dal letto cittadino, puntando dritto verso la solida barriera di Monte Catillo. Nel 1829, una commissione speciale nominata da Papa Pio VIII, di cui faceva parte l'architetto romano Clemente Folchi, giunse a Tivoli ed elaborò il progetto definitivo. Il piano di Folchi, approvato da Gregorio XVI con chirografo nel 1832, prevedeva il celebre traforo del Monte Catillo per dare vita a una nuova cascata alta oltre cento metri, inaugurata trionfalmente nell'ottobre del 1835.

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Dietro il trionfo ingegneristico di Folchi, tuttavia, si celava un amaro retroscena. Nel 1831, la commissione pubblicò un volume celebrativo in cui manteneva un perfetto silenzio sulle passate pubblicazioni di Cappello, attribuendo tutta la gloria a Folchi. Il medico non esitò a definire questa omissione un plagio turpissimo. La replica di Folchi non si fece attendere e si consumò attraverso articoli polemici sul Diario di Roma, appellandosi a una nota in cui lo stesso Cappello aveva in precedenza elogiato l'opera dell'ingegnere. Cappello dovette difendersi spiegando di aver scritto quegli encomi unicamente per compiacere il Segretario di Stato, il cardinale Albani, che gli aveva promesso il giusto riconoscimento storico in cambio del suo appoggio, promessa poi tradita. Inoltre, Cappello chiarì un dettaglio fondamentale: sebbene egli avesse proposto per primo la deviazione, l'idea del tunnel sotterraneo gli era stata suggerita nel 1828 dal tiburtino Luigi Tomei, di ritorno dal lago Fucino. Questa complessa contesa dimostra come la nascita della splendida Villa Gregoriana sia stata il frutto di un fecondo e tormentato incontro tra la medicina, la terra e l'ingegno dello Stato Pontificio.

Fonti 

  • Agostino Cappello, Memorie istoriche dal 1 maggio 1810 a tutto l'anno 1847 di Agostino Cappello, 1848.

  • Sante Viola, Cronaca delle diverse vicende del fiume Aniene in Tivoli sino alla deviazione del medesimo nel traforo del monte Catillo, 1835.

  • Francesco Massimo, Relazione storica del traforo nel Monte Catillo in Tivoli per la inalveazione del fiume Aniene, 1838.

  • Francesco Bulgarini, Notizie storiche, antiquarie, statistiche ed agronomiche intorno all'antichissima città di Tivoli e suo territorio, 1848.

  • Dizionario Biografico degli Italiani Treccani, Voce biografica su Agostino Cappello, 1975.

  • Immagine dal Gruppo FB "Tivoli e la valle dell'Aniene"