Nel corso del XIV secolo, il territorio del Lazio fu teatro di aspri conflitti tra le aspirazioni d'autonomia dei liberi Comuni e le ultime roccaforti del potere feudale. In questo scenario, una delle pagine più drammatiche e gloriose della storia di Tivoli fu rappresentata dalla prolungata guerra contro Corrado II d'Antiochia, conte di Anticoli e discendente della stirpe imperiale degli Svevi. La scintilla che scatenò le ostilità fu una questione di natura economica e giurisdizionale: Corrado d'Antiochia e i suoi vassalli si rifiutavano pervicacemente di versare la consueta gabella del passo che la città di Tivoli esigeva a tutte le porte da chiunque transitasse con merci o animali nel proprio territorio. L'atteggiamento sfidante del conte provocò continue scaramucce, devastazioni e soprusi a danno dei mercanti e dei contadini tiburtini.
Di fronte al persistere delle provocazioni feudali, le magistrature di Tivoli decisero di intervenire con la forza delle armi per piegare la superbia del signore di Anticoli. Il 20 dicembre 1372, l'esercito tiburtino mosse verso la roccaforte feudale e affrontò le truppe di Corrado sul piano della montagna sopra Anticoli. Sotto la guida politica del capomilizia Cola Iozio de Ilperinis, le forze cittadine furono condotte sul campo dal valoroso capitano Meolo d'Andreozzo di Riccardo. La battaglia fu estremamente violenta e volse purtroppo al peggio per i Tiburtini: dopo un eroico e disperato combattimento, l'armata comunale fu rotta ed il capitano Meolo restò ucciso sul campo di battaglia. La salma dell'eroico comandante fu trasportata a Tivoli e sepolta con solenni onori all'interno dell'antica Cattedrale presso il fonte battesimale. Sulla sua tomba venne incisa un'epigrafe latina in cui si ricordava il suo sacrificio supremo compiuto al servizio della comunità tiburtina.
Negli anni successivi, la contesa si intrecciò con i complessi stravolgimenti geopolitici dello Scisma d'Occidente. Papa Urbano VI scelse di risiedere per un periodo a Tivoli, trovando la città fedele alla sua causa. Al contrario, la potente famiglia degli Orsini si schierò con l'antipapa Clemente VII e avviò un'aspra guerra contro il Comune tiburtino. Corrado d'Antiochia approfittò subito del nuovo conflitto per allearsi con gli Orsini, compiendo continue scorrerie ed incursioni volte a saccheggiare il territorio di Tivoli mentre le milizie cittadine erano impegnate sul fronte opposto.
La sete di giustizia e il desiderio di vendicare la sconfitta del 1372 e la morte del capitano Meolo spinsero il Comune di Tivoli a preparare una grande controffensiva non appena piegata la resistenza degli Orsini. Sotto il comando strategico del capitano Adriano Montaneo, signore di Roccadibotte, l'esercito tiburtino marciò con determinazione contro Anticoli. Il 22 gennaio 1381, nella piana situata sotto il castello di Anticoli nei pressi del ponte sull'Aniene, si combatté uno scontro decisivo. Questa volta la carica delle milizie comunali fu travolgente: le forze di Corrado d'Antiochia vennero completamente sbaragliate e i Tiburtini espugnarono a viva forza il castello di Anticoli dove il conte si era rifugiato, riportando un ricco bottino.
Sconfitto e privo di ogni via di fuga, Corrado d'Antiochia fu costretto a capitolare e a sottomettersi alle condizioni imposte da Tivoli. Il trattato di pace fu negoziato dal sindaco tiburtino Silvestro Macciomei e dal capomilizia Paolo Butii Balli insieme ai rappresentanti del conte. A titolo di indennizzo per le spese di guerra e per le offese patite, a Corrado venne imposto il pagamento di una forte multa di quattrocento fiorini d'oro. Con questi fondi, la comunità di Tivoli fece edificare presso il monastero di San Clemente una possente struttura fortificata denominata Torre della Pace, concepita per ammonire perpetuamente i posteri sulla sottomissione del conte feudale. Inoltre, il Municipio di Tivoli istituì un voto solenne: ogni anno, il 22 gennaio, in occasione della festa di San Vincenzo e anniversario della vittoria di Anticoli, i magistrati cittadini si impegnarono a offrire otto libbre di cera nuova nella chiesa presso il Trevio in segno di imperituro ringraziamento.
fonti
Francesco Bulgarini, Notizie storiche, antiquarie, statistiche ed agronomiche intorno all'antichissima città di Tivoli e suo territorio, 1848.
Giuseppe Cascioli, Gli uomini illustri o degni di memoria della città di Tivoli dalla sua origine ai nostri giorni, 1927.
Vincenzo Pacifici, Codice Diplomatico di Tivoli, 1929.
Antonio Nibby, Analisi storico-topografica-antiquaria della carta de' dintorni di Roma, 1849.
Filippo Alessandro Sebastiani, Viaggio a Tivoli antichissima città latino-sabina fatto nel 1825, 1828.
Giovanni Maria Zappi, Annali e Memorie di Tivoli, 1920.
Autori Vari, Tivoli: tremila anni, sintesi, 2020.