Mosaici, terme e una tomba nella roccia: la riscoperta della grandiosa villa romana di Colle Cesarano

Sul Colle Cesarano (situato lungo la valle del fosso di San Vittorino e attraversato dall'antico tracciato viario romano) si sono susseguite nel corso dei secoli diverse e significative scoperte archeologiche, documentate dagli eruditi locali e dall'archeologo Thomas Ashby.

British School at Rome, Thomas Ashby, 1921



Nel 1549, lungo la strada che divergeva verso Villa Adriana, venne rinvenuta una tomba contenente tre statue marmoree e le relative basi iscritte dedicate ai membri della famiglia dei Cesoni (Caesonii).

A questo sito si riferiscono anche i resoconti del cronista Giovanni Maria Zappi, il quale descriveva i resti di un complesso termale (bagni) alimentato da acquedotti di piombo. Tra i reperti straordinari emersi in quell'epoca figurano:

  • Una testa di Marte di eccellente fattura adagiata su un pavimento a mosaico.
  • Lamine di marmo indorate arricchite da medaglie d'argento.
  • Una grande zampa di leone in argento.

Nel 1769 l'ispettore Domenico De Angelis condusse una campagna di scavo a circa un chilometro a est del Casale Cesarano, identificando i resti della grandiosa villa appartenuta alla famiglia senatoria dei Caesonii. Gli scavi portarono alla luce:

  • Due ambienti che conservavano ancora le pavimentazioni in marmi colorati, le lastre di rivestimento parietale, le soglie e gli stipiti marmorei.
  • Resti di pavimenti in mosaico bianco e nero.
  • Un gruppo scultoreo comprendente una statua femminile seduta con Cerbero al lato, un'altra statua seduta acefala e una statuetta di Bacco.
  • Rocchi e frammenti di colonne in breccia pregiata, condotti in piombo e tre grandi monete bronzee di Claudio e Faustina.
  • Importanti iscrizioni sepolcrali erette da L. Caesonius Lucillus Macer Rufinianus (frater Arvalis nel 213 d.C., console e praefectus urbi) per sé e per i propri genitori.

Nel 1853 l'archeologo Viola registrò la scoperta, sulla sommità del colle, di una tomba interamente tagliata nella roccia. L'ipogeo presentava un letto funebre centrale ricavato dal masso tufeaceo con tracce di pittura su gesso e un corredo composto da circa venti vasi policromi, oltre a una moneta dell'imperatore Gordiano Pio adagiata sul fondo del vaso più grande.

All'estremità meridionale del colle sono tuttora visibili le imponenti sostruzioni di un'ampia villa romana in opus reticulatum con ricorsi in mattoni. Tra le rovine, Thomas Ashby rinvenne un frammento fittile recante il bollo inedito di L. Tonneius Dionysius (risalente alla fine del I secolo d.C.) insieme a frammenti con impronte di iscrizioni marmoree.