L’antica Roma non era solo una civiltà di conquistatori e legislatori, ma anche un mondo profondamente legato ai cicli del cielo. Per i Romani, lo studio degli astri non era una disciplina puramente teorica: l'astronomia veniva applicata con pragmatismo alla navigazione, all’agricoltura e, soprattutto, alla legittimazione del potere imperiale. Tra tutti gli imperatori, Adriano fu colui che più di ogni altro cercò di tradurre l’armonia del cosmo in architettura, trasformando la sua residenza a Tivoli in una vera e propria "mappa celeste". A differenza dei Greci, che si perdevano in speculazioni filosofiche sul sistema del mondo, i Romani eccellevano nella scienza applicata . L’osservazione delle stelle era indispensabile per orientare le rotte marittime nel Mare Nostrum e per la gestione del tempo,. Ricordiamo la fondamentale riforma del calendario di Giulio Cesare nel 45 a.C., realizzata con l'aiuto dell'astronomo alessandrino Sosigene, che introdusse l’anno bis...
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