sabato 10 settembre 2016

Le origini della Sagra del Pizzutello

La Sagra del Pizzutello ebbe origine con la visita di Papa Gregorio XVI a Tivoli il 2 Ottobre 1845.



Arco che fu posto lungo l'antica Via di Carciano


Le devastanti alluvioni degli inizi dell'ottocento convinsero Papa Gregorio XVI ad avviare i lavori per la deviazione del fiume Aniene attraverso la realizzazione di cunicoli sotto il Monte Catillo.

Appresa la notizia che il Sommo Pontefice il 9 Giugno 1832 aveva firmato l'atto (chirografo) con cui si autorizzava la realizzazione dei lavori, tutta la cittadinanza tiburtina esultò. Sante Viola, nel suo libro "Cronache delle diverse vicende del Fiume Aniene" del 1835 ricorda che alla diffusione della notizia "all'istante quel popolo con animo di sincera riconoscenza mandava al cielo benedizioni e voti ardenti pel benessere e per la felicità del magnanimo e benefico sovrano Gregorio XVI" : grande era dunque la devozione e la riconoscenza del popolo tiburtino nei confronti di questo pontefice dipinto come un vero e proprio salvatore. 

Fu così che in occasione dell'arrivo il 2 Ottobre 1845 di Papa Gregorio XVI in Tivoli per una visita che comprendeva un sopralluogo dei cunicoli realizzati al di sotto del Monte Catillo, la popolazione tutta si preparò ad accogliere nel modo migliore possibile il Santo Padre. 

Le cronache dell'epoca riportano che "non appena si diffuse per Tivoli il gratitissimo annunzio che sui primi di ottobre la Santità di Nostro Signore Gregorio XVI felicemente regnante avrebbe onorato di sua presenza quella città, una straordinaria allegrezza s'impossessò degli animi di tutti gli abitanti". 

Tutta la città fu addobbata a festa : fuori della città, lungo la deliziosa via di Carciano sorgeva una arco gotico riccamente decorato e "dall'arco insino alla Porta denominata Santa Croce, in ambedue i lati erano situate di tratto in tratto delle statue frammezzate da trofei che sorreggevano festoni di mirto. (...) La via principale della città che dall'indicata porta si estende fino al ponte gregoriano era tutta messa a festa. (...) Il ponte era decorato di quattro statue e fra il ponte e la strada Valeria si elevava un arco le cui pareti erano rivestite di pizzutello e di pergolese uve pregiatissime fra i Tiburtini e che formano uno dei loro principali prodotti: in due nicchie aperte nei lati interni dell'arco erano collocati due grandi vasi dorati ricolme di varie frutta e i sentimenti di chi lo eresse erano indicati così


A GREGORIO XVI
PONTEFICE OTTIMO MASSIMO
CHE FA DI SUA CARA PRESENZA LIETISSIME
LE TIBURTINE CAMPAGNE 
GLI AGRICOLTORI ESULTANTI
IN SEGNO DI GRATITUDINE
NELL'OTTOBRE DEL MDCCCXLV

VOLGI BENIGNO VNO SGUARDO
O PADRE ADORATO
ALLE PRIMIZIE CHE TI OFFRONO RICONOSCENTI
I NOSTRI ORTI SVUBVRBANI
AI QVALI LA TVA DESTRA
ASSICVURO' PERENNE L'IRRIGAZIONE


Passato il Ponte Gregoriano, si fermò con vera compiacenza ad ammirare l'arco di pizzutello e lodandone l'idea e l'esecuzione ebbe la degnazione di gustar di quelle uve e distribuir di quei frutti alle persone del suo corteggio".

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Fonti Bibliografiche

Sante Viola, Craonaca delle diverse vicende del fiume Aniene, Roma Tipografia delle Belle Arti, 1835;

AA.VV., Relazione della gita di Sua Santità Gregorio XVI felicemente regnante in Tivoli nel dì 2 Ottobre 1845, Roma Tipografia delle Belle Arti, 1845